https://graphos.info/index.php/graphos/issue/feedGraphos. Rivista internazionale di pedagogia e didattica della scrittura2026-10-05T08:57:38+00:00Cinzia Angelini e Roberto Travaglinicinzia.angelini@uniroma3.itOpen Journal Systems<p>Nel corso dei secoli, la scrittura a mano ha attraversato vicende alterne. Nata per scopi commerciali, nel tempo è stata perfezionata, diffusa, abbandonata e poi recuperata, con un andamento dettato dalla considerazione sociale che di volta in volta le veniva attribuita.</p> <p>La rivista è stata inserita nei seguenti repertori internazionali: <a href="https://doaj.org/toc/2785-6690">DOAJ</a>, <a href="https://kanalregister.hkdir.no/publiseringskanaler/erihplus/periodical/info.action;jsessionid=zyks5LzGkA7ACnHJtV29+luC.undefined?id=504698">ERIH+</a></p> <p>Graphos è stata accreditata dall'Anvur come rivista scientifica per l'area 11.</p> <p><a title="circa Graphos" href="https://graphos.info/index.php/graphos/about">continua a leggere...</a></p>https://graphos.info/index.php/graphos/article/view/190Manifesto della Pedagogia Laica2026-10-05T08:51:45+00:00Massimo Baldaccimassimo.baldacci@uniurb.it2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Massimo Baldaccihttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/189Recensioni2026-10-05T08:46:54+00:00Cinzia Angelinicinzia.angelini@uniroma3.itConcetta La Roccaconcetta.larocca@uniroma3.it2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Cinzia Angelini, Concetta La Roccahttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/155Pratiche di scrittura creativa nella scuola primaria2026-07-08T09:27:16+00:00Gaetano Monacog.monaco19@phd.uniba.itMatteo Contem.conte@iuline.itRosa Minervarosa.minerva@uniba.it<p>Il contributo presenta uno studio di caso a orientamento qualitativo condotto in due classi quinte di scuola primaria, finalizzato a esplorare il potenziale pedagogico della scrittura creativa come dispositivo di rinegoziazione simbolica degli stereotipi di genere. Attraverso un percorso laboratoriale basato sul rovesciamento narrativo dei ruoli tradizionali, gli alunni sono stati coinvolti nella produzione di “storie al contrario”, integrate da momenti riflessivi e rappresentazioni iconiche. L’intervento, articolato in quattro fasi, ha assunto la scrittura come pratica trasformativa e generativa di senso, valorizzando la narrazione quale spazio di costruzione identitaria e di esplorazione del possibile. L’analisi qualitativa delle produzioni testuali e grafiche evidenzia processi di riconfigurazione dell’immaginario, caratterizzati dalla progressiva dissociazione tra competenza, cura e appartenenza di genere, nonché dall’emergere di configurazioni alternative dei ruoli familiari e professionali. I risultati suggeriscono che la scrittura creativa, quando concepita come pratica esplorativa, può favorire forme iniziali di pensiero critico già in età evolutiva, configurandosi come ambiente pedagogico generativo. Il contributo discute inoltre il ruolo della scuola come spazio privilegiato di elaborazione simbolica e sottolinea il valore della scrittura quale strumento educativo capace di intrecciare riflessione individuale, immaginazione sociale e apertura al cambiamento.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Gaetano Monaco, Matteo Conte, Rosa Minervahttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/165L’autobiografia visuale2026-06-15T07:45:00+00:00Michele Baldassarremichele.baldassarre@uniba.itDonatella Azzollinidonatella.azzollini@gmail.com<p data-start="102" data-end="358">La pratica autobiografica rappresenta uno strumento pedagogico e formativo, poiché la rilettura della propria storia, a partire dal presente, consente una risignificazione e una nuova interpretazione con uno sguardo rivolto al futuro e alla trasformazione.</p> <p data-start="360" data-end="561">Nelle pratiche di autobiografia formativa il medium prevalente è quello del linguaggio verbale, mentre il linguaggio visivo è spesso considerato un semplice strumento di sollecitazione della scrittura.</p> <p data-start="563" data-end="704">Con il presente contributo si sostiene che nell’autobiografia visuale lo spazio di significato si realizza nell’interazione di più linguaggi.</p> <p data-start="706" data-end="935">Partendo da un inquadramento teorico sull’autobiografia visuale e sulle teorie della mediazione educativa, si analizzano alcune produzioni in cui la pratica autobiografica nasce dall’intreccio di diversi medium visivi e testuali.</p> <p data-start="937" data-end="1092">In particolare, si analizzano “Romanzo di figure”, testo foto-autobiografico di Lalla Romano, e “Pucelle”, graphic autobiography di Florence Duprè la Tour.</p> <p data-start="1094" data-end="1377">Nell’interazione dei linguaggi avvengono processi di simbolizzazione, distanziamento e attivazione della memoria, configurabili come dispositivi utili e trasferibili anche in ambito pedagogico, capaci di attivare processi metacognitivi e trasformativi nelle pratiche autobiografiche.</p> <p data-start="1379" data-end="1512">L’ipotesi è che tale interazione sia strutturale: il significato autobiografico emerge nello spazio intermedio tra parola e immagine.</p> <p data-start="1514" data-end="1596"> </p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Michele Baldassarre, Donatella Azzollinihttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/157Si scrive con il corpo2026-05-01T06:59:12+00:00Cristina Roberta Gallocristinaroberta.gallo@gmail.comNicola Lovecchionicola.lovecchio@unibg.it<p>La scrittura è un atto complesso strettamente connesso allo sviluppo corporeo dei bambini. Comprende componenti cognitive, percettive e soprattutto motorie. Il contributo propone un’esperienza di attività motoria come attività propedeutiche al pregrafismo che segna il passaggio dal movimento al tratto grafico. Si sottolinea la necessità di superare l’erronea ideologia dell’uso esclusivo delle schede prestampate, lasciando spazio ad un approccio integrato che evidenzi le potenzialità di un lavoro motorio nello sviluppo delle competenze grafiche.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Cristina Roberta Gallo, Nicola Lovecchiohttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/163La scrittura come officina dell’identità2026-07-10T15:40:21+00:00Marianna Capomarianna.capo@unirc.it<p>Il presente contributo esplora il rapporto tra pedagogia della creatività, pratiche narrative e formazione iniziale degli insegnanti, assumendo la scrittura come un’officina in cui identità professionale e riflessività prendono forma in modo poliedrico e transdisciplinare. Lo studio si basa su un laboratorio di auto-narrazione svolto con 55 studenti del corso di Scienze della Formazione Primaria, nel quale le categorie filosofiche di Ricœur (1990) Idem e Ipse sono state tradotte in dispositivi di scrittura riflessiva, capaci di sostenere processi di rielaborazione personale e professionale. Dai risultati, ottenuti mediante un approccio fenomenologico-ermeneutico (Mortari, 2003; Van Manen, 1990), emerge un significativo incremento nella consapevolezza del proprio ruolo educativo (rilevato tramite scale Likert, media 4,57/5) e nella capacità di trasformare i limiti percepiti in risorse didattiche. Lo studio dimostra come l’atto creativo del narrarsi si configura non come un esercizio autoreferenziale, ma come pratica di cura di sé e di progettazione etica, fondamentale per la resilienza e la tenuta pedagogica dei futuri docenti. In conclusione, il presente lavoro di ricerca indica l’urgenza di integrare nei percorsi universitari laboratori di scrittura manuale e riflessiva, in grado di accompagnare gli studenti a sviluppare una maturità professionale capace di abitare la complessità educativa del XXI secolo.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Marianna Capohttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/164Scrittura a mano nell’era digitale: tensioni, ri-schi e opportunità creative2026-07-18T10:44:02+00:00Alessandro Piparopiparoalessandro2@gmail.com<p>La crescente digitalizzazione dei processi comunicativi e formativi sta trasformando in modo significativo le pratiche di scrittura, sollevando interrogativi pedagogici rilevanti sul ruolo e sul valore della scrittura a mano nel XXI secolo. Il presente contributo analizza le tensioni emergenti tra scrittura manuale e scrittura digitale, esplorando rischi, potenzialità e implicazioni educative per lo sviluppo della creatività. Attraverso una cornice teorica interdisciplinare che integra prospettive pedagogiche, neuroscientifiche e culturali, l’articolo mette in luce come il gesto grafico favorisca processi cognitivi profondi, forme di pensiero riflessivo e modalità espressive non pienamente replicabili nei contesti digitali. Una piccola indagine condotta con futuri docenti specializzati della scuola primaria e secondaria di primo grado evidenzia percezioni divergenti: la scrittura digitale è associata a velocità e funzionalità, mentre quella manuale è percepita come più personale, lenta e generativa. Sulla base di tali risultati, si propone un modello didattico integrato che valorizza entrambe le modalità, riconoscendo nella scrittura a mano una risorsa formativa essenziale per sostenere creatività, consapevolezza e identità narrativa.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Alessandro Piparohttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/188Editoriale2026-10-05T07:58:13+00:00Cinzia Angelinicinzia.angelini@uniroma3.itRoberto Travagliniroberto.travaglini@uniurb.it2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Cinzia Angelinihttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/162La creatività del segno2026-06-04T08:39:03+00:00Carmelo Salvatore Benfante Picognacarmelosalvatore.benfantepicogna@istruzione.it<p> Il presente contributo analizza sistematicamente il rapporto intercorrente tra la dimensione della creatività e la pratica della scrittura a mano, situando tale riflessione nel solco del dibattito pedagogico contemporaneo sulla complessità dei processi di apprendimento. Attraverso una ricognizione epistemologica che mette in dialogo la pedagogia con le neuroscienze, la psicologia dello sviluppo e la didattica del linguaggio, l’articolo interpreta il gesto grafico non come mera competenza strumentale, ma come dispositivo narrativo e creativo fondamentale per la costruzione dell’identità e della cognizione. Muovendo dalla natura polisemica della creatività, si esplora come la manualità agisca da catalizzatore per processi cognitivi superiori, favorendo una sintesi tra corpo e simbolo che rischia di essere depotenziata nell'ecosistema esclusivamente digitale. Particolare attenzione viene rivolta alla scuola primaria, intesa come laboratorio elettivo per lo sviluppo simbolico, e alla necessità di una formazione docente capace di integrare la grafomotricità in una prospettiva di <em>embodied cognition</em>.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Carmelo Salvatore Benfante Picognahttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/158Il corpo che scrive2026-06-30T07:38:40+00:00Mariagrazia Verbicaromariagraziaverbicaro@gmail.comPatrizia Olivapoliva@unicz.it<p>Il contributo affronta l’assenza di analisi fenomenologiche sull’esperienza vissuta<br />della scrittura manuale negli studenti di scuola secondaria di primo grado. A fronte di una<br />letteratura neuroscientifica che documenta differenze cognitive tra le modalità scrittorie (James<br />& Engelhardt, 2012; Malpique et al., 2024), resta inesplorato il modo in cui i preadolescenti<br />vivono corporalmente il gesto grafico durante le trasformazioni puberali e identitarie. Assunta<br />la cornice fenomenologica merleau-pontiana (Merleau-Ponty, 1945/2003), l’analisi teoretica<br />individua tre dimensioni costitutive. La prima riguarda lo schema corporeo, sedimentazione<br />sensomotoria che nella preadolescenza si destabilizza e si riorganizza. La seconda concerne<br />la temporalità del gesto, ritmo che integra automatismo e deliberazione e incide sulla qualità<br />compositiva (Kim & Park, 2019). La terza attiene all’espressività calligrafica, manifestazione di<br />soggettività che può diventare risorsa formativa oppure fonte di stigmatizzazione (Rosenblum,<br />2018). A partire da qui si elabora la categoria di stile scrittorio personale, che integra invarianti<br />universali e variazioni individuali e supera sia il tecnicismo normalizzatore sia lo spontaneismo<br />espressivista. La categoria dialoga con le Indicazioni Nazionali 2025 (D.M. 221/2025), che rilanciano<br />la scrittura a mano e il corsivo e valorizzano la personalizzazione dell’apprendimento, e si<br />traduce in proposte didattiche riferite alle tre dimensioni, in un modello di formazione docente<br />multiprofessionale e in una riflessione su strumenti valutativi qualitativi e idiografici capaci di<br />aprire alla prosecuzione empirica della ricerca.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Mariagrazia Verbicaro, patrizia olivahttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/170Educare la mente creativa2026-06-05T08:29:59+00:00Mario Rizzardimario.rizzardi@uniurb.itBarbara Tognazzibarbara.tognazzi@gmail.comSimona Pellegrinisimona.pellegrini@uniurb.it<p>Il presente lavoro nasce dall’idea di indagare un possibile connubio tra le scienze pedagogiche, le cui radici epistemologiche restano oggetto di dibattito, e la creatività, concetto tuttora labile e di difficile definizione, nonostante l’ampia produzione scientifica recente. La creatività assume un ruolo cruciale nello sviluppo delle competenze trasversali dell’individuo, le quali risultano utili e necessarie in tutti i contesti di vita. In tale direzione, si propone l’elaborazione di una “pedagogia della creatività” estesa all’intero arco di vita, dall’infanzia all’età adulta, fondata sull’assunto che la creatività non sia un tratto esclusivo di pochi, ma una capacità potenzialmente sviluppabile in tutti mediante l’impiego di risorse e strumenti diversificati, con particolare riferimento ai codici linguistici. La visione teorica qui sostenuta attribuisce centralità all’<em>habitus creativo </em>nello sviluppo di una personalità multidimensionale e apre alla possibilità di progettare interventi educativi volti a favorire la creatività nei contesti scolastici e formativi, nonché percorsi di rieducazione creativa per gli adulti nell’ottica di una formazione permanente.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Mario Rizzardi, Barbara Tognazzi, Simona Pellegrinihttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/169Scrivere con le mani, pensare con il corpo2026-07-29T08:04:51+00:00Andrey Felipe Sgorlaandrey.sgorla@unisi.it<p>Il saggio propone un dialogo inedito tra due tradizioni pedagogiche sviluppate in parallelo senza mai incontrarsi sistematicamente: quella italiana della creatività — da Munari a Rodari a Malaguzzi — e quella nordica della <em>Craft and Making Practice</em> (CMaP). Entrambe convergono sull'intuizione che il fare con le mani è forma primaria di conoscenza, che la creatività non precede il gesto ma emerge nel gesto, che l'errore è risorsa e non deviazione. Attraverso un approccio inter- e trans-disciplinare che intreccia pedagogia della creatività, neuropsicologia cognitiva e scienze dell'educazione, il saggio mostra come la CMaP — con il <em>holistic craft</em> di Pöllänen, la materialità del gesto teorizzata da Ingold, Sennett e Malafouris, i significati narrativi documentati da Kouhia — offra i fondamenti epistemologici e i modelli didattici che la tradizione italiana aveva intuito senza sistematizzare. La scrittura a mano viene riletta nella sua duplice dimensione grafico-espressiva e narrativa come pratica artigianale generativa di identità e ben-essere eudaimônico, valida per tutto l'arco della vita e in modo particolare nelle diverse fasi evolutive del percorso scolastico. Le implicazioni riguardano la progettazione didattica, la valutazione dei processi creativi e la formazione di docenti capaci di abitare la propria pratica di scrittura come artigiani riflessivi.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Andrey Felipe Sgorlahttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/166Maieutica della creatività2026-07-18T10:50:25+00:00Greta Martinigreta.martini@unifi.it<p>Il contributo indaga la creatività come facoltà formativa che trova nella scrittura e nella riscrittura due sedi decisive di attivazione. Entro una cornice pedagogica, ermeneutica ed estetica, la scrittura viene letta come pratica di emersione e configurazione dell’esperienza, mentre la riscrittura dei testi viene assunta come dispositivo di appropriazione e vivificazione culturale. Attraverso l'analisi di scincretismi interdisciplinari, il saggio mostra come l’incontro con l’alterità letteraria attraverso la scrittura creativa permetta di far reagire i saperi umanistici, favorendo processi di alfabetizzazione emotiva e metariflessione. Le proposte didattiche evidenziano come l’apprendimento dei contenuti, la formazione interiore e le competenze trasversali possano convergere in un’unica pratica educativa capace di rispondere alle sfide del reale. La creatività si configura così come una leva per l’edificazione identitaria, trasformando il patrimonio simbolico in un’infrastruttura vitale per abitare la complessità del presente.</p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Greta Martinihttps://graphos.info/index.php/graphos/article/view/171Possibili applicazioni del Materiale Pizzigoni nella scuola primaria. Gli esercizi di ritaglio per incentivare la scrittura a mano2026-07-08T08:33:32+00:00Eugenio Fortunatoeugenio.fortunato1@scuola.istruzione.it<p>Il presente contributo propone un’indagine storico-pedagogica e didattico-metodologica finalizzata a valorizzare la portata creativa e formativa della scrittura a mano nella scuola primaria. Senza pretese di esaustività, si intende indagare le possibili applicazioni del Metodo Pizzigoni e le relative potenzialità scrittrici degli alunni stimolate dall’interazione con gli esercizi di ritaglio. Al suo interno trovano una sintesi efficace le riflessioni più rilevanti della pratica di scrittura a mano realizzata in una classe seconda di scuola primaria della provincia romana nei laboratori pomeridiani in qualità di docente titolare. Lo scopo del contributo è di valorizzare i punti di raccordo tra il metodo e il materiale Pizzigoni, la scrittura a mano e la creatività. Quest’ultima sarà considerata da un’angolazione squisitamente didattica dal momento che risulta essere necessaria al docente per adattare il Metodo Pizzigoni al contesto e trasformare la pratica di scrittura a mano in esperienza di apprendimento attiva, creativa e inclusiva. L’altra dimensione della creatività si focalizza sul gesto grafico degli alunni che, sollecitati dai ritagli Pizzigoni, hanno generato connessioni nuove sviluppando il pensiero creativo, critico e riflessivo.<br /><br /></p>2026-10-05T00:00:00+00:00Copyright (c) 2026 Eugenio Fortunato